LETTERA AI PROF

"Non abbiamo poco tempo, ma molto ne abbiamo perduto" scrive Seneca nel 'De brevitate vitae' tentando di spiegare come un tempo tanto lungo come la vita possa avere la forma di un attimo, lo stesso suono di un battito di ciglia. I miei cinque anni, il mio tempo, è volato con una velocità che non credevo di poter raggiungere e che, guardando indietro a partire da adesso, mi sembra impossibile aver raggiunto. Ne sono successe tante, ho imparato molto dalla scuola e ancor di più dai professori di questa scuola. Sembrerà la stessa cosa, ma non lo è: un discorso è una professoressa che parla di Quintiliano, un altro discorso è quella stessa professoressa che insegna nel modo descritto da Quintiliano, avvicinandosi agli alunni, non abbandonandoli mai nè dal punto di vista didattico nè dal punto di vista umano. Che applica i principi della bontà e dell'onestà, che asseconda le propensioni dei singoli ragazzi, che crea il dialogo, che capisce che cosa non va da un singolo sguardo e interviene, perché la scuola non è solo libri e studio. Una cosa è una professoressa che ti descrive le opere d'arte, un'altra cosa è una professoressa che ti insegna come amare quelle stesse opere, come capire l'arte come fosse una persona. Perché in fondo a capirci quella professoressa c'è sempre riuscita, e lo ricordo in un abbraccio fuori la classe, in un "come stai?" veloce ma carico di importanza. Una cosa è una professoressa che ti insegna le scienze, un'altra cosa, completamente diversa, è una professoressa che ti fa appassionare alle scienze, che movimenta le lezioni senza farle mai diventare noiose: perché in effetti, a ripensarci, le lezioni più divertenti sono state con lei. Una cosa è un professore che ti insegna la fisica, la matematica e i suoi fondamenti; un'altra è un professore che ti mette alla prova, ti insegna a ragionare e ti spiega che alla fine il mondo intero si riduce a pura matematica, "il linguaggio del cosmo". Ho incontrato tanti prof lungo il mio cammino, molti dei quali mi hanno insegnato a vivere, più che cosa fare nella vita: ed è ciò per cui sono più grata. Ringrazio la professoressa ***, che mi è stata accanto nei momenti più bui, e che mi ha insegnato il valore dell'arte, l'immortalità della bellezza; la professoressa ***, per aver reso tutto più leggero e avermi avvicinata al mio futuro; il professor ***, che mi ha insegnato a leggere la realtà in modo nuovo; la professoressa ***, che mi ha mostrato come guardare oltre ciò che sembra, e come mettere in moto tutti quei meccanismi del pensiero che permettono di guardare il mondo dall'alto e per intero; la professoressa *** che ha alimentato la mia fiamma nei confronti della lingua inglese e la mia voglia di viaggiare, con i racconti dei suoi meravigliosi viaggi che io, con mio grande rammarico, non ho ancora avuto modo di provare. Vorrei inoltre ringraziare la professoressa ***, perchè nei giorni più pesanti ha donato a me, come a tutti i miei compagni, leggerezza e possibilità di confronto che per mancanza di tempo o volontà non avevamo, e il professor ***, che oltre ad essere prof. è stato un confidente e un amico. Concludo con dei ringraziamenti speciali: Alla professoressa ***, tassello fondamentale per la mia formazione come persona, e alla professoressa ***, che mi ha trasmesso la passione verso la sua materia e verso la vita, nel suo insieme, insegnandomi ad apprezzarne ogni minimo aspetto... perchè nulla può mai essere scontato. Perché quando cammini sulla strada della vita, a volte guardare solo avanti e puntare dritto non basta, bisogna anche fermarsi e godersi lo spettacolo. Grazie per avermi insegnato che la scuola è curiosità, che imparare tante pagine non serve a nulla se non ci
si appassiona, se non prova curiosità, il motore della conoscenza. E grazie, soprattutto, per avermi dato la possibilità di esserci. Il mio grazie più grande, però, va alla professoressa ***, mio punto di riferimento da ormai cinque anni, sempre presente per me come per tutti i miei compagni, sempre pronta ad ascoltarci, a premiare il nostro impegno, a rispiegarci le cose anche migliaia di volte pur di farcele capire. Grazie per avermi capita dall'inizio e non aver mai smesso di credere in me, per avermi dato la possibilità di mettermi in gioco, andare oltre i limiti che io stessa mi creavo. Grazie per avermi accompagnato costantemente in questo percorso e avermi fatto appassionare alla letteratura italiana e a quella classica, passione che continuerò a coltivare. Grazie per essermi stata vicino mentre piangevo nonostante la distanza impostaci da questa situazione: le sue parole di conforto mi rimarranno sempre nel cuore, perché a volte le parole ti sanno toccare in maniera molto più completa dei gesti. A tutti voi, dunque, dico grazie, prima per avermi insegnato come essere una persona migliore e poi per aver costruito la mia cultura. Grazie per avermi tenuta per mano e avermi fatto crescere. Infine, un ringraziamento ai miei amici, senza i quali questo viaggio durato cinque anni non sarebbe mai stato tanto meraviglioso, e alla mia amica Martina, l'unica con cui riesco a parlare per ore, spaziando dalla filosofia, al latino, all'arte e alle scienze fino all'attualità, senza mai stancarmi. L'unica vera confidente che io abbia mai avuto; l'unica migliore amica che io voglia mai avere. "Non abbiamo poco tempo, ma molto ne abbiamo perduto"; e io, di questo tempo, grazie a tutti voi, sento di non averne perduto neanche un istante. Roberta 5G